Insegnanti e studenti al centro di un crocevia

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Voci al Centro, il podcast di Spazi ai giovani nel secondo e terzo episodio racconta il CPIA, Centro provinciale d’istruzione per adulti. Le voci dell’insegnante Francesca Flaccavento e dello studente Tanvir ci portano a conoscere una realtà formativa che ha sede in centro storico

Articolo di Alessandra Nicastro

Qual è la missione di una scuola, chi è un bravo insegnante? Cosa stiamo insegnando ai ragusani di domani?

Per provare a rispondere a queste domande iniziamo a guardare oltre le pagine di un libro e le righe di un quaderno; e in molti sono sempre più convinti che un sistema educativo è vincente ogni volta che al suo interno riesce a trasmettere esperienze e non si limita soltanto a impartire nozioni.

La scuola deve, soprattutto, creare relazioni; è uno spazio di incontro, il luogo in cui abbiamo potuto imparare a esistere in mezzo a tutti gli altri compagni diversi da noi. La scuola è confronto e cambiamento, è la classe in cui siamo entrati da studenti silenziosi e intimoriti e da cui siamo usciti solo quando finalmente avevamo una voce.

Di questo, tra l’altro, si è parlato nella seconda e terza puntata del podcast di Spazi ai giovani – Voci al centro. Ospiti della puntata Francesca Flaccavento, in qualità di docente presso il CPIA di Ragusa nonché abitante del centro storico, e Tanvir, suo ex studente, arrivato in Italia circa due anni fa dal Bangladesh.

Il loro primo incontro è avvenuto proprio al Centro Provinciale d’Istruzione Per Adulti (CPIA), di cui ci hanno raccontato qualche aspetto condividendo le loro storie.

Abbiamo chiesto ai nostri ospiti di raccontarci chi sono gli studenti a cui si rivolge il centro, abbiamo potuto immaginare com’è composta la classe tipo di un insegnante di italiano per alloglotti a Ragusa e capire cosa fa il CPIA per la nostra comunità, per gli studenti che arrivano da ogni parte del mondo e per quelli che qui ci sono nati e cresciuti. 

Oggi il Centro ha sede proprio nel cuore di Ragusa, presso Piazza Carmine, in una zona per così dire ai confini del primo centro storico della città; e dalla voce di chi vive tutti i giorni questa centralissima periferia emerge il ritratto di un ecosistema molto vario e vivace, come un crocevia in cui si incontrano tante storie diverse tra loro che vivono dentro la nostra città.

Per molti studenti che accoglie, il CPIA è il luogo in cui quest’ultimi imparano per la prima volta l’Italiano e in cui trovano un modo per relazionarsi con la città in cui vivono

Come influisca l’istruzione sulla possibilità di integrazione dei crescenti gruppi sociali che abitano la città in evoluzione, lo si può intuire dalle parole di Tanvir, ex studente del CPIA. Per lui, che sa di essere visto come uno straniero in mezzo agli italiani, ma che al suo arrivo si sentiva un bengalese in mezzo agli stranieri, studiare è stato un passo per accorciare questa distanza culturale: “Prima io non sapevo niente…ora posso capire un pò”.

Le foto sono di Giuseppe Santoro.


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